La festa della Madonna del Carmelo 14 15 16 luglio - Caria
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CARIA UNA COMUNITA' DEVOTISSIMA
ALLA BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO
Breve storia sull'origine della forte devozione di Caria...
di Francesco Pugliese
A Caria Si festeggia solennemente il 14-15-16 luglio di ogni anno la vergine Maria del monte Carmelo che viene venerata da diverse generazione nel suo piccolo santuario costruito da un povero manovale cariese Giuseppe Pugliese (nato a Caria nel 1860) come voto per essere scampato ad una terribile mareggiata mentre ritornava dalle americhe. Come mostra la tela del soffitto della chiesa dipinta da Ignazio Sambiase.
Era l’anno 1894, Giuseppe Pugliese ritornava dall’America dove era andato in cerca di lavoro. Quando la nave su cui si trovava fu sorpresa da una tempesta e corse il pericolo di affondare Il Pugliese, con tutti i suoi paesani si raccomandò alla Madonna del Carmine facendo voto di erigere un’edicola in onore della Vergine se, scampato al naufragio, fosse arrivato a Caria.
La grazia l’ottenne e giunto sano e salvo, adempì il voto. Si mise all’opera e riuscì ad edificare, con l’aiuto di fedeli, non un’edicola ma una piccola cappella tale da potervi celebrare la s.Messa.
Ordinò a Pietro Chiapparo di Tropea, un quadro della Madonna del Carmine, che fece da pala d’altare, e con grande impegno e soddisfazione riuscì a far celebrare la s. Messa con panegirico e piccola festa esterna il 16 luglio 1897. E non si fermò qui; vedendo che i cittadini di Caria, Brattirò e dintorni corrispondevano generosamente alla questua, pensò di edificare una chiesa più grande, e di fare di quella piccola una sacrestia.
Inoltre acquistò con molti sacrifici un terreno, proprio di fronte alla chiesa, per la comodità della chiesetta stessa (venduto nell’anno 2000 dalla curia di Mileto, non senza il rammarico e il disappunto di tutta la comunità cariese).
Però, come avviene in tutte le opere di Dio, dovette superare molti contrasti. Per primo il parroco del paese, che per troppo zelo e prudenza, vedeva l’opera effimera e senza durata, non solo perché non avrebbe potuto avere una rendita sufficiente a mantenere gli oneri di culto, ma essendo l’edificio allora in aperta campagna, il parroco, temeva che si sarebbe ridotta a ritrovo di giovinastri, e soprattutto, temeva per i fedeli, che di sera al termine dei lavori nei campi vi si sarebbero recati per recitare le consuete preghiere alla Vergine, poiché le strade non erano illuminate.
Nonostante tutto l’opera andò avanti grazie all’aiuto di don Antonio Pugliese, originario di Caria, allora parroco di Coccorino, che gli diede il suolo su cui edificare. Lo favorì anche la curia vescovile di Tropea, alla quale il Pugliese si rivolse con instancabile insistenza e dove trovò un valido sostegno nel canonico arcidiacono Gaetano Barone.
Dovette anche vincere le forze della natura; si trovava con la fabbrica della nuova chiesa quasi al completo, quando sopravvenne il disastroso terremoto dell’otto settembre 1905 che spaccò tutte le mura.
Tutte le sue fatiche sembravano andate a monte, senza più una lira, e forse con qualche debito; ma lo scoraggiamento – pensò - non viene da Dio e invocando ancora l’aiuto della Vergine santissima del Carmelo si rianimò e tornò alla questua. Le offerte vennero più abbondanti, poté riparare i danni provocati dal terremoto e continuare i lavori fino all’intonaco, chiamando da Seminara il bravo decoratore Francesco Gangemi. Due campane, campanello in bronzo, armonium, arredi sacri al completo, calice dorato, patena, messale, leggio e libretto elegante per l’imposizione dello scapolare, due parati di candelieri d’ottone, doppio parato di carte gloria, molte tovaglie in lino, ampolline con piattino e porta ampolline completavano l’arredo. Infine ordinò da Napoli la statua della Madonna del Carmelo chiedendo di portare a Caria la più bella che avessero, altrimenti l’avrebbe rimandata indietro. La statua della Vergine arrivò alla stazione di Tropea, e il popolo cariese in solenne processione con a capo il parroco del tempo e naturalmente Giuseppe Pugliese si incamminarono a piedi verso Tropea.
Giunti alla stazione, la statua venne portata giù dal treno davanti a tutto il popolo cariese e venne posta su un carro. Il Pugliese appena vide il volto della statua buttatosi ai suoi piedi incominciò a piangere per la felicità come un bambino.
La statua della Vergine, venne portata a Caria processionalmente e collocata al centro dell’altare della chiesa a lei intitolata, dove si trova tuttora.
Il Pugliese poté inaugurare la chiesa della sua Madonna - così la chiamava quando parlava con qualcuno - con solenni festeggiamenti, anche esterni, nel 1906. Con il passare del tempo la chiesa non riuscì più a contenere i numerosi fedeli che accorrevano per i festeggiamenti del mese di luglio, così si ritenne opportuno trasferirli nella chiesa parrocchiale dove tuttora si celebrano. Una grande soddisfazione per il Pugliese vedere sempre più crescere la devozione verso la Vergine del Carmelo. Per incrementare ancora di più la devozione alla Madonna, chiese ed ottenne una fiera, e per non fare un doppione con quella del 14 luglio di Monteporo la fissò per il 10 maggio, mese consacrato alla Vergine, il 10 maggio fu da allora dedicato alla vergine del Carmelo.
In quel giorno il popolo cariese invocava la protezione di Maria sul paese. Ogni anno personalmente curava i preparativi religiosi ed esterni del 14-15-16-luglio. L’ultima festa che organizzò fu quella del 1923. Quell’anno la festa religiosa e civile fu interrotta (dal podestà del comune per questioni politiche) con grande dolore del Pugliese e della comunità cariese; questo fu un dolore grandissimo che contribuì alla sua morte avvenuta pochi mesi dopo all’età di 63 anni. Sicuramente il suo corpo meritava in seguito di essere sotterrato nella chiesa della sua Madonna, ma fu tumulato nel cimitero comunale e, spostato più volte, se ne persero le tracce.
La FESTA:A Giuseppe Pugliese i deve l’introduzione della devozione e della festa alla Madonna del Carmelo a Caria, grandissima è la devozione del popolo cariese verso la Madonna del Carmelo che è l’onore e il vanto di questo paese.
Il cuore di Caria batte con i solenni festeggiamenti religiosi e civili del 14-15-16-luglio. La fiera in onore della madonna del Carmelo si svolge tutt’ora a Caria il 10 di maggio di ogni anno. Fu voluta chiesta e ottenuta dal fondatore stesso della chiesa del Carmelo Giuseppe Pugliese, per accrescere la devozione alla Madonna del Carmelo. Da sempre la fiera si svolge sulla via provinciale, partendo dalla chiesa della Madonna e arrivando fino al centro del paese.
Anticamente era una ricca fiera di bestiame oggi è un grande mercato dove si può trovare di tutto.
Il 10 maggio la chiesa della Madonna del Carmelo è in festa. Alle 11.00 il popolo cariese si raduna ai piedi dell’altare della cara Madonna del Carmelo per partecipare alla solenne celebrazione eucaristica alla fine della quale viene recitata dal sacerdote la supplica alla Madonna del Carmelo. Il 10 maggio a Caria è il preludio dei solenni festeggiamenti del 14-15-16-luglio.
Con grandi festeggiamenti religiosi e civili, Caria ringrazia la santa Vergine per la sua materna protezione. La festa incomincia l’ultima domenica di giugno con una Solenne processione che accompagna la statua della Vergine dalla chiesa del Carmine, fino alla chiesa parrocchiale dove si celebrerà a partire dal 7 di luglio la sacra novena . Grande la partecipazione dei fedeli che nel guardare il volto di quell’immagine che ha visto ai suoi piedi generazioni di cariesi, offrono gioie e dolori, preghiere e ringraziamenti. La sera del 15 il canto dei vespri dà inizio alla solenne festa in onore della Vergine Maria regina e splendore del monte Carmelo. La mattina del 16 luglio il suono a festa delle campane della chiesa del Carmine, accompagnato dai fuochi mattutini, annuncia che il giorno più bello per il paese di Caria sta per cominciare. Alle 11-00 ha inizio nella chiesa parrocchiale la solenne celebrazione eucaristica con panegirico ; la festa raggiunge il suo culmine con la processione per le vie del paese.
Alle 19-00 in punto, al suono delle campane, la bellissima statua della Madonna del Carmelo varca la soglia della chiesa, accolta da una pioggia di fiori colorati, dall’applauso dei numerosi fedeli, e dalle lacrime di coloro che hanno chiesto qualche grazia particolare che Maria non ha mai negato a nessuno dei suoi figli. Il saluto musicale del complesso bandistico e lo spettacolo pirotecnico danno il via alla processione per le vie del paese. Una marea di gente accompagna devotamente la venerata effigie che,avanzando lungo le vie, benedice le case e le famiglie cariesi a lei consacrate, sostando davanti a qualche casa da dove si affaccia un ammalato che non ha potuto partecipare alla processione.
Finita la processione la Madonna viene riportata in chiesa, salutata dal canto delle litanie Lauretane, e viene posta al lato dell’altare dove ogni devoto si avvicina per salutarla di nuovo recitando qualche preghiera e baciandola devotamente.
La festa della Madonna del Carmelo è una festa molto sentita dai Cariesi residenti, ma ancora più sentita dai numerosi Cariesi sparsi per il mondo che non possono partecipare alla festa della loro Madonna perché fisicamente lontani, ma che col cuore e con la mente il 16 di luglio si trovano a Caria ai piedi della Madonna del Carmelo. Grandi anche i festeggiamenti civili: concerti, giochi, tornei, spettacoli pirotecnici, luminarie; tutto contribuisce ad onorare la Vergine Maria; la devozione si intreccia al folklore per dare origine ad una festa che è nel cuore di tutti i Cariesi.
La statua della Madonna dopo i festeggiamenti rimarrà ancora nella chiesa parrocchiale per far sì che i numerosi emigrati che ritornano a Caria durante il mese d’agosto, possano recare un saluto alla Vergine Maria. La domenica immediatamente successiva alla solennità dell’Assunzione, la Madonna, in solenne processione verrà riaccompagnata nella sua chiesa questa giornata viene festeggiata solennemente proprio come il 16 di luglio alla processione, partecipano numerosi emigrati cariesi che si trovano per le vacanze estive in paese, molti di essi fanno coincidere le loro ferie a Caria con il giorno in cui si riporta la madonna nella sua chiesa proprio per assistere alla processione .La prima domenica dopo ferragosto Caria celebra la festa dell’emigrante che si conclude appunto con l’accompagnamento della statua della Madonna del Carmelo nella sua chiesa. La chiesa del Carmine racchiude il tesoro più grande per ogni cariese, la statua della Madonna del Carmelo che è l’onore e il vanto dell’intero paese, a lei si ricorre in qualunque momento della vita, nelle gioie e nei dolori, quando si emigra, in punto di morte e nella malattia, e lei come la più tenera delle madri presta ascolto ad ogni invocazione dei suoi figli. Sulle labbra di ogni Cariese nei momenti della prova si sentirà “Madonna di lu Carminu aiutami tu” (Maria del Carmelo aiutami tu). Quella che poi costituisce la caratteristica della devozione alla Madonna del Carmelo a Caria, è la Madonna pellegrina che gira tuttora di famiglia in famiglia, tutti i giorni dell’anno. Tale devozione fu istituita dal venerabile padre Michele Di Netta, denominato per suo grande zelo, l’apostolo delle Calabrie, morto a Tropea nel 1849 e ivi sepolto nella chiesa del Gesù.
Il giorno auspicato, in cui arrivava la Pellegrina in casa, era una giornata particolarmente gioiosa. Si preparava,nella parte più in vista della casa, un altarino con panneggi, fiori e lampade ad olio. La sera si invitavano i vicini e si cantava da tutti, bambini compresi, il S. Rosario. Alla fine delle Ave Maria si aggiungeva l’invocazione:
“O Maria carmelitana/ che sei madre singolare/ deh sia a noi lo scapolare/ gran tesoro, tua collana/ o Maria carmelitana”.
Si terminava il rosario con il canto di una canzoncina dialettale e con la distribuzione di dolci fatti in casa a devozione della Madonna del Carmelo
